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IL NUOVO STORYTELLING

di Ilaria Tonetto

30 marzo 2015

Il successo dello storytelling di ultima generazione si è sicuramente imposto con “Voi siete qui”, il programma di Radio 24 in cui Matteo Caccia invitava gli ascoltatori a inviare la propria storia, raccontandola poi con grande abilità narrativa. La trasmissione di Caccia (ora su Radio 2 con “Una vita”) ha aperto ad un nuovo modo di fare giornalismo, un giornalismo che, finalmente, guarda a ciò che il lettore vuole leggere: un’esperienza di vita vissuta offre valore al dato o alla notizia ed è capace di aggiungere quella dose di coinvolgimento e immedesimazione che infondo tutti cerchiamo. Oggi Il Corriere della Sera è molto forte in questo, con il blog 27esimaora racconta storie di donne, attraverso il nuovo canale Corriere Sociale invece raccoglie esperienze esemplari. Ma anche Repubblica si è accorto del valore della narrazione, pensiamo solo al blog di D Zoelagatta e alle meravigliose storie di animali che Macri Puricelli racconta. O ancora, vi è il caso di Vanity Fair: puoi scrivere la tua storia a Pino Corrias, che la adatta e la racconta nel settimanale.

Lo storytelling sta cambiando il modo di fare giornalismo, ma anche quello di fare ufficio stampa.

Koiné sperimenta già da alcuni anni il potere delle storie e delle esperienze di vita, nei più vari ambiti. La prima volta che abbiamo capito come la notizia e il dato avessero bisogno anche di un “cuore”, di una nota capace di creare coinvolgimento e partecipazione, è stato nel 2009, quando per la prima campagna di sensibilizzazione nazionale relativa alla donazione solidaristica del sangue cordonale (Federazione Italiana Adoces) costruimmo una pagina per Avvenire associando la notizia del lancio dell’iniziativa, gli ultimi dati nazionali e alcune storie di madri donatrici e di bambini che, grazie ad una donazione, avevano sconfitto la leucemia. Il 21 ottobre l’intera terza pagina del quotidiano era nostra. Con la stessa modalità abbiamo organizzato anche il servizio di “E se domani” – Rai 3, dedicato al medesimo tema, nel 2013.

Sempre nel 2013, nella cornice della Fiera 4passi, abbiamo scoperto la storia dell’unica costruttrice donna di fisarmoniche al mondo: abbiamo raccolto la sua esperienza, l’abbiamo scritta e a Unomattina – Rai 1 è piaciuta talmente che una troupe l’ha raggiunta a Treviso, girando per un intero pomeriggio nella sua bottega, e poi l’ha voluta in studio a Roma.

Che dire poi dell’imprenditore goriziano che, con l’azienda a 500 metri dal confine sloveno, ha deciso di restare in Italia, nonostante la tassazione molto meno favorevole, che molto è piaciuta al Corriere della Sera? O, ancora, della cagnolina Smilla, protagonista del progetto Sidecar Smilla, di cui si è innamorato tra gli altri l’Huffington Post?

E, per concludere (ma ne abbiamo davvero mille altre!), la storia della trevigiana Benedetta Sala e della sua rete di scuole Ahlan in Medio Oriente, dove si insegna l’arabo agli stranieri (businessman o studenti) e le lingue occidentali ai locali. Un’esperienza che è stata raccontata dalla neonata web radio Radio 27 (collegata a 27esimaora) e da Corriere Sociale, ma che ha anche guadagnato un’intera pagina lo scorso 8 marzo sulla Tribuna di Treviso.

A Koiné siamo convinte che una nota personale possa sempre aggiungere valore a una notizia oggettiva, e che molte volte il modo di raccontarla, sforzandosi di vedere l’unicità o la particolarità di un vissuto, possa fare la differenza.

Sensibilità e tatto sono indispensabili nel racconto, ma anche la fase di divulgazione necessita un’attenta valutazione delle possibili conseguenze: perché avere tra le mani una storia significa prima di tutto essere depositari di un pezzetto di vita di qualcun’altro e della sua fiducia.