ALTO VICENTINO, PROGETTO-PILOTA PER LA RESIDENZIALITÀ DELLE PERSONE CON DISABILITÀ


Dalla Fondazione Cariverona prima tranche di 700 mila euro che consente di avviare innovative soluzioni abitative

Montecchio Precalcino. Alto Vicentino apripista nella ricerca di soluzioni ai bisogni delle persone con disabilità. Grazie all’accoglimento, da parte della Fondazione Cariverona, della richiesta di un primo contributo di 700 mila euro, è possibile infatti avviare un percorso virtuoso di coinvolgimento delle istituzioni, del privato sociale, dei familiari e più in generale della comunità al fine di progettare e avviare nuovi alloggi e residenze che possano ospitare persone disabili con diversi gradi di autonomia.

Il progetto, che fa tesoro di quanto già presente sul territorio, si propone infatti di creare case alloggio, appartamenti protetti ed altre tipologie di strutture in uno scenario di welfare community, assegnando un ruolo fondamentale alla società civile e ai gruppi organizzati.

Protagonisti del “progetto di sviluppo della rete dei servizi residenziali per la disabilità” sono la Fondazione di Comunità Vicentina per la Qualità della Vita (nata nel 2004 su iniziativa della Conferenza dei Sindaci dell’Alto Vicentino, dell’Azienda Ulss n. 4 “Alto Vicentino”, dell’Amministrazione Provinciale di Vicenza, della Camera di Commercio della Provincia di Vicenza e dell’Azienda Ulss n. 3 di Bassano), l’Ulss 4, i Comuni e la Conferenza dei Sindaci, un gruppo di società cooperative sociali e di associazioni di rappresentanza delle famiglie.

Anche nell’Alto Vicentino, infatti, si va delineando un bisogno crescente di residenzialità per persone adulte con disabilità gravi, incapaci di provvedere autonomamente a se stesse e le cui famiglie sono sempre più in difficoltà nel garantire soluzioni di vivibilità sostenibili. I principali indicatori epidemiologici infatti stimano per i prossimi 15 anni un aumento del 40 per cento del bisogno di assistenza di persone non autosufficienti e/o disabili. Se a ciò si aggiungono, nel medio termine, i problemi di sostenibilità economica del sistema fin qui sperimentato, e la poca differenziazione e flessibilità attuale dei servizi, si può ben comprendere quale sia l’importanza del progetto promosso della Fondazione di Comunità Vicentina. Esso mira infatti sia a prevenire possibili situazioni di emergenza, che a far acquisire maggiore autonomia alle persone con disabilità lievi, integrandole nel tessuto sociale. Si tratta di interventi innovativi, a favore di una tipologia di disabilità finora non inserita nei servizi organizzati dall’Ulss 4.

«Abbiamo accolto la decisione della Fondazione Cariverona con molta soddisfazione – afferma il presidente della Fondazione di Comunità Vicentina, Michele Negri – e non possiamo che ringraziare, in particolare, la disponibilità dimostrata del vicepresidente Ambrogio Dalla Rovere. Vogliamo che questa iniziativa così innovativa possa essere replicata per altri bisogni sociali, penso ad esempio agli anziani, ed in altri territori vicentini e della Regione».

Nel concreto, si vorrebbe passare in quattro anni dagli attuali 118 posti di residenzialità per persone disabili (in sei diverse strutture), a 188 (con 20 nuovi posti in servizi residenziali per persone con disabilità grave, 20 nuovi posti in gruppi appartamento per persone con disabilità lieve, 30 nuovi posti in servizi di sostegno all’autonomia abitativa per persone con disabilità lieve). Quello di 700 mila euro concesso dalla Fondazione Cariverona è solo un primo segmento del valore complessivo dell’iniziativa, che ammonta a circa quattro milioni di euro per il periodo 2009-2012.

Si tratta di una sfida per la quale la parola-chiave è “fiducia”: anzitutto della Fondazione Cariverona nel progetto, tanto che ha deciso di finanziarne in toto la prima fase; poi dei familiari verso le istituzioni e il privato sociale; infine della comunità dell’Alto Vicentino nelle sue diverse articolazioni – comuni, istituzioni pubbliche, tessuto economico, parrocchie e terzo settore – verso questa proposta, che potrebbe coinvolgerli direttamente. Il fine ultimo, nel lungo termine, è infatti la costituzione di un “Fondo vincolato per la residenzialità abitativa delle persone con disabilità nell’Alto Vicentino”. Così, ad esempio, un privato cittadino, un’azienda, una parrocchia, un familiare, potranno mettere a disposizione del progetto un patrimonio immobiliare, allo scopo di farne un appartamento protetto o una casa alloggio. Donazioni e liberalità, trust (nuovo istituto giuridico che favorisce la gestione di beni a favore di una persona con disabilità) e raccolta del risparmio sono gli strumenti di raccolta fondi individuati dal progetto.

Una prima evidente concretizzazione di questo percorso virtuoso si vedrà già nell’autunno 2009, con l’inaugurazione dei primi due gruppi appartamento, uno a Villaverla, già attivo da gennaio 2009, e uno a Santorso, dove gruppi di quattro persone con disabilità lieve vivranno assieme con intervento a livello domiciliare di una équipe di operatori.

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