Benedetta Sala, imprenditrice di pace nei paesi della Primavera araba

Trevigiana, è la sola donna al mondo ad aver creato sei (a breve sette) scuole di arabo in Nord Africa e Medio Oriente. Se le si chiede il perché del suo business, non ha dubbi: solo tendendo la mano si costruisce la pace.

Intraprendenza, intuito e la convinzione che conoscenza e dialogo accorcino le distanze tra popoli molto diversi: sono questi gli ingredienti della storia di Benedetta Sala, quarantenne trevigiana e unica donna al mondo ad aver realizzato una rete di scuole di lingua araba per stranieri e di lingue straniere a livello locale, Ahlan World (ahlan in arabo significa salve), in Medio Oriente e Nord Africa, in tutto sei e una di prossima apertura nel 2016.

Il progetto di Benedetta prende avvio nel 2000, per una serie di circostanze inaspettate, con l’apertura della prima scuola egiziana, a Luxor. Un paio d’anni dopo apre anche ad Alessandria e quindi a Il Cairo. E’ poi la volta di Amman, in Giordania, e di Rabat, in Marocco, nel 2013. Tra poche settimane inaugurerà la scuola di Casablanca e nel 2016 è prevista una nuova sede a Tunisi.

Tutto inizia nel 2000, Benedetta è una giovane laureata in scienze politiche, approdata a Parigi per seguire un master e, come moltissimi ventenni, senza un’idea chiara di cosa voler fare nel proprio futuro. Tenta un concorso indetto dalle Nazioni Unite e – cosa assai singolare oggi ma prassi in quegli anni – ottiene una risposta personalizzata: il suo profilo non è idoneo alla posizione aperta, ma se avrà pazienza, da lì a due anni è previsto un nuovo concorso più adatto alle sue competenze, che prevede però la conoscenza della lingua russa e di quella araba. Lo stesso giorno Benedetta riceve un’altra mail: è di un amico, le chiede se possa interessarle insegnare italiano a Luxor. Bendetta lo interpreta come un segno del destino, e parte.

Dopo un anno di insegnamento matura l’idea di aprire una scuola di arabo per la numerosa comunità straniera presente nella città egiziana e, con grande semplicità burocratica, apre la prima sede di Ahlan. E’ il 2001, l’anno del terribile “11 settembre”, e dopo gli avvenimenti negli Stati Uniti la giovane italiana teme che la sua intuizione non possa avere futuro: invece, inaspettatamente, vede triplicare l’interesse per la lingua araba e si convince ad andare avanti con il proprio progetto. Un paio di anni più tardi apre la seconda sede ad Alessandria, città in cui, dal dopo l’apertura della free zone nel 2006, Ahlan si orienterà specificamente al supporto alle aziende italiane presenti.

La vera sfida è rappresentata dalla scuola de Il Cairo: nella capitale egiziana c’erano già altre 18  realtà, ma il brand Ahlan iniziava ad essere molto conosciuto e il suo caratteristico approccio friendly ne ha decretato il successo. Le scuole di Benedetta Sala, infatti, non propongono soltanto corsi di arabo in classe ma si differenziano dalle altre realtà simili perché privilegiano la promozione dei rapporti interpersonali e lo scambio extrascolastico. “Tutti i centri Ahlan promuovono la lingua come strumento per costruire ponti e coltivare una maggiore comprensione tra le culture. – spiega Benedetta – Per noi la lingua è uno strumento, non un fine. Per questo creiamo iniziative nei nostri centri e in collaborazione con le organizzazioni locali, ong e istituzioni straniere, che permettano agli studenti di comprendere ulteriormente l’arabo e le comunità locali che lo parlano. Ora, più che mai, è necessaria la comprensione tra i paesi arabi e il resto del mondo”.

Convinta del contributo che il suo progetto può dare alla costruzione di un atteggiamento di rispetto e di pace, Benedetta dopo la rivoluzione in Egitto sceglie di istituire una scuola anche ad Amman, dove vi è una consistente concentrazione di stranieri e dove la gente parla un dialetto che è simile all’arabo classico. Quindi un anno fa apre al Marocco, aggiungendo alla rete la scuola di Rabat e tra poche settimane inaugurerà la sede di Casablanca. Nella a Rabat così come capitale marocchina le aziende italiane sono numerose e in questo contesto specifico Ahlan, che negli anni sviluppato ottime relazioni con un certo numero di aziende e istituzioni straniere, tra cui banche, alberghi e ambasciate, offre loro anche con servizi di traduzione, mediazione culturale e reclutamento di personale, giocando il ruolo di ponte tra culture differenti. Nel 2016 è in programma il settimo centro a Tunisi.

Gli studenti di Ahlan sono per l’80 per cento universitari provenienti dal Nord Europa e dall’Italia, ma non mancano coreani, cinesi e americani. Negli ultimi anni, inoltre, sono in aumento le persone di origine araba che non conoscono l’arabo classico. Le scuole propongono lezioni al mattino e corsi intensivi nel pomeriggio, mentre promuovono alla sera attività culturali e ricreative di varia natura ed escursioni nel week end.

“Sette scuole in meno di quindici anni, ma non è stato così difficile. – spiega Benedetta – Nei paesi in cui operiamo la burocrazia è molto semplice e veloce, per i primi tre anni non ho avuto bisogno di alcun permesso. Nemmeno l’essere una donna, contrariamente a quanto si può pensare, è stato un ostacolo: la donna europea con una minima possibilità di investimento è vista in modo positivo perché genera lavoro”. E scherza: “Anzi, quando vado in banca non devo nemmeno fare la fila!”.

Ahlan ha anche una sede a Savona, Ahlan Italia, tuttavia si tratta di un’associazione che promuove corsi di italiano e di arabo e non di una scuola vera e propria; essa cerca di favorire il più possibile incontri fra suoi studenti sia italiani sia arabi e organizza dibattiti su importanti aspetti della realtà italiana.

E’ un business in continua crescita quello che Benedetta Sala ha saputo costruire, sfidando una situazione politica e sociale confusa e pericolosa. Per dieci anni ha vissuto in Egitto, dove nelle città poteva girare da sola, anche di notte, senza correre alcun pericolo. Poi con la Primavera araba le cose sono cambiate radicalmente, tanto da dover scappare con la famiglia a bordo di un aereo speciale organizzato da Edison (multinazionale per la quale lavora suo marito) perché uscire di casa era diventato impossibile, con continue sparatorie in strada.

“Oggi – racconta Benedetta, che per il momento vive a Zagabria – c’e’ una gran confusione, io stessa non capisco più in che direzione si stia andando. In Egitto il clima è estremamente negativo e teso, l’economia è crollata e lo stato di controllo precedente non c’è più. Dopo lo scoppio della rivoluzione ho subito una serie di furti e borseggi e lo stesso è capitato a tanta altra gente che conosco, e per fortuna non ci è accaduto nulla di peggio”.

A causa della situazione del paese le scuole egiziane hanno subito una flessione nelle iscrizioni di stranieri interessati all’apprendimento della lingua araba (ma non di locali che studiano le lingue straniere, ad esempio la scuola di Alessandria conta 400  studenti di italiano l’anno). Tensioni e pericolo non hanno fermato Benedetta, che ha fondato altre sedi in paesi diversi (dove il numero di iscrizioni rimane elevato, in particolare in Marocco e Giordania) per mantenere vivo il brand ma anche il messaggio di cui le scuole Ahlan sono ambasciatrici: la fiducia, la conoscenza e la comprensione sono la base sulla quale costruire il rispetto tra persone di culture diverse.