L’Orlo del Mondo: anche l’abito da sposa diventa equosolidale

Orlo1 lightDopo le bomboniere e le liste nozze, anche il vestito per il giorno più bello risponde ad una logica di sostenibilità e di giusto riconoscimento del lavoro dei produttori del Sud del mondo: a Milano, sul Naviglio Grande, il primo atelier d’Italia e d’Europa.

Sempre più coppie scelgono per il proprio matrimonio le bomboniere del commercio equo e solidale, molte chiedono anche le partecipazioni e compilano la lista nozze nelle numerose botteghe d’Italia, ma che il vestito da sposa risponda anch’esso alla logica del fairtrade è un’assoluta novità. L’idea è venuta all’associazione culturale Cose Dell’altro Mondo* che nel 2001 ha inaugurato, nello storico quartiere milanese dei Navigli, uno spazio completamente dedicato al matrimonio, dove gli sposi potessero trovare un’intera gamma di prodotti, dalle bomboniere alle liste nozze, creata secondo i criteri del commercio equo e solidale. Nel 2004 ha presentato la prima collezione di abbigliamento equo e solidale italiana, sotto il marchio L’Orlo del Mondo e, nel 2008, dalla fusione delle due esperienze (tutto per le nozze e abbigliamento) è nata la linea di vestiti da sposa. Il marchio L’Orlo del Mondo oggi connota solo la linea degli “abiti bianchi”, una trentina di modelli tra spezzati e abiti, la sola equa e solidale in Italia e in Europa.

Fin dalla prima collezione dedicata alle spose, nel 2008, L’Orlo del mondo ha scelto di affidare la realizzazione dei propri abiti a Craft Resource Center – CRC, un’organizzazione del fairtrade con sede a Calcutta e a cui fanno capo moltissimi gruppi di lavoratori in tutta l’India. Nato dall’esperienza di un coordinamento tra gli artigiani scampati all’industrializzazione delle multinazionali e guidato, tra il 1989 e il il 1994, da Irani Sen, da sempre promotrice del commercio equo e solidale, il CRC ha sfidato il mercato tradizionale con la profonda abilità dei suoi aderenti.

Orlo2Dalla prima produzione equa e solidale di abiti da sposa l’Orlo del mondo, nel 2008, a oggi, la cura e la creatività degli artigiani indiani del Craft Resource Center è cresciuta di collezione in collezione, fino a raggiungere un’eleganza raffinata, giocata su tessuti e dettagli preziosi. Le linee e i modelli sono studiati da Cose dell’altro mondo, con la consulenza di stile e sviluppo di Andrea Orazi e Alessandro De Cata, e interamente realizzati in modo artigianale da CRC, nel pieno rispetto dei criteri del fairtrade. Per l’inserimento di un nuovo modello ideazione, progettazione e realizzazione possono richiedere anche un anno, mentre quelli già inseriti nella collezione vengono prodotti in tre mesi. Tuttavia, per venire incontro alle esigenze delle spose che programmano sempre con meno anticipo il matrimonio, nell’atelier milanese sono sempre presenti i diversi modelli nelle differenti taglie (dalla 40 alla 46).

I tessuti utilizzati sono la seta shantung, realizzata manualmente a telaio, e il voile di seta, proposti nel solo colore avorio. Per le spose dal gusto meno classico, tuttavia, si ricorre a una tintura vegetale che regala alle stoffe delicate colorazioni naturali.

Gli abiti da sposa L’Orlo del mondo sono abiti equi e solidali per i produttori, ma anche per chi li acquista: i vestiti in pura seta e ricamati interamente a mano infatti non superano i 1.200 euro.

Gli abiti de L’Orlo del mondo si possono trovare nell’atelier Spazio Cose dell’altro mondo, aperto nel 2010 nel cortile di Ripa di Porta Ticinese 47, a Milano, sul Naviglio Grande (aperto al pubblico venerdì e sabato su appuntamento). Nel negozio oltre ai vestiti da sposa si può trovare tutto ciò può contribuire a rendere un matrimonio etico, dalle bomboniere, alle partecipazioni fino alle liste nozze dal Sud del mondo. Inoltre l’atelier offre servizio aggiuntivo di sartoria su misura su appuntamento.

L’obiettivo del progetto L’Orlo del mondo è quello di realizzare uno scambio tra culture lontane dando, al tempo stesso, ai produttori indipendenti, un’occasione di sviluppo professionale e una garanzia di continuità. Malgrado tutte le difficoltà, il progetto, senza fini di lucro, ha trovato un’accoglienza unica e incoraggiante tra le spose di tutta Italia: sono circa un centinaio le donne che ogni anno scelgono gli abiti L’Orlo del mondo e provengono da tutte le regioni (molte da Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Piemonte, ma anche da Campania e Puglia). Segno che è arrivato il tempo di essere consapevoli dei propri acquisti. Anche (e soprattutto) il giorno del matrimonio.

Oggi anche alcune botteghe del commercio equo e solidale hanno deciso di sostenere il progetto e distribuire direttamente alcuni capi del primo marchio di abiti da sposa del fairtrade: oltre a Milano, sono presenti a Genova. Espandere la rete di vendita non è però così facile: per accompagnare una sposa nella scelta dell’abito ci vogliono conoscenze professionali specifiche, ma anche uno spazio adeguato (intimo e tranquillo) e un’ampia disponibilità di tempo (la prima prova d’abito può richiedere anche due ore), aspetti che non tutte le botteghe eque e solidali riescono a garantire.

Alcuni dei modelli delle collezioni L’Orlo del mondo potranno essere visionati alla Fiera Quattro Passi di Treviso (Sant’Artemio), sabato 25 e domenica 26 maggio e sabato 1 e domenica 2 giugno 2013.

*L’associazione culturale Cose Dell’altro Mondo è nata a Milano nel 1995 con l’intento di promuovere e sostenere il commercio equo e solidale, sia attraverso la vendita di prodotti provenienti dal Sud del mondo e da realtà italiane di recupero, sia attraverso l’informazione nelle scuole e la formazione di volontari. La prima iniziativa dell’associazione è stata l’apertura della bottega di via Solari.

(Ilaria Tonetto)