Archivi Mensili: novembre 2011

Le cine – cene di Alce Nero: serate d’autore, tra cinema e cucina con i menù biologici tratti da film cult

Il sabato sera Alce Nero Caffè a Bologna si ispira alle scene più famose
del cinema internazionale, scelte da Future Film Festival. Sensualità, emozioni, seduzione, coinvolgimento totale. Tutto questo è il cinema, ma anche la buona cucina. Da questo deriva il binomio film – gastronomia, che vanta un catalogo lunghissimo di scene diventate “cult”, dove proprio il cibo è protagonista, nella preparazione come nella degustazione delle pietanze. (altro…)

“Da cosa nasce cosa”: domenica 27 novembre patchwork “in verde”

Alle 15 a Ca’ Da Noal – Treviso incontro, nell’ambito della mostra in corso organizzata da Patchwork Idea, con Mariarosa Lucchetta del laboratorio floreale Guscio Verde. Per i visitatori idee artistiche ed originali per creare decorare con fiori e foglie.

 ”Da cosa nasce cosa”, l’esposizione di quilt promossa e organizzata dall’associazione Patchwork Idea   nel palazzo trecentesco Ca’ da Noal (via Canova 38) a Treviso, quest’anno evidenzia una forte vocazione green: non solo le opere in mostra sono realizzate con materiali tessili riciclati, ma anche gli incontri proposti seguono un filone tutto verde. (altro…)

L’alimentazione bio va in serie A

L’alimentazione fa la differenza, anche in campo. Ne sono convinti all’A.C. Cesena, che converte al biologico la dieta dei suoi calciatori, adottando i prodotti di prima scelta di Alce Nero. L’azienda leader del biologico italiano da oltre trent’anni, è fornitore ufficiale della società sportiva di serie A, grazie alla partnership che porta la firma di Gsport, concessionaria ufficiale Marketing e Pubblicità della squadra romagnola. (altro…)

40 anni di Caritas Italiana, a Roma dal Papa anche una delegazione vicentina

Stamattina l’Udienza con Benedetto XVI. Nel gruppo non solo animatori e operatori, ma anche un folto gruppo di “ultimi della fila”. Vicenza, 24 novembre 2011. Questa mattina a Roma nella Basilica di San Pietro si è svolto il momento-clou del quarantennale di Caritas Italiana, con la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinal Bagnasco e l’incontro con il Papa Benedetto XVI. 

All’appuntamento, che ha coinvolto le Caritas diocesane di tutta Italia (10 mila i pellegrini presenti), ha partecipato anche una nutrita delegazione di Caritas Vicentina. “Composta non solo operatori e animatori – ha sottolineato il direttore Don Giovanni Sandonà prima della partenza – ma anche e soprattutto da “ultimi della fila”, le persone più fragili a cui quotidianamente come comunità cristiana siamo chiamati a volgere lo sguardo e le attenzioni”.

E proprio uno di questi, uno dei partecipanti del gruppo di auto-mutuo aiuto Davide & Golia per le persone con sofferenza psichica ha portato la sua testimonianza (insieme ad altre) nel corso della celebrazione.

Siate “sentinelle” del Vangelo, segno dell’amore di Dio verso il prossimo nel bisogno: è questo il messaggio di esortazione e incoraggiamento che Benedetto XVI ha consegnato agli operatori Caritas giunti da tutta Italia. Il Pontefice ha ripreso la sua prima Enciclica, “Deus Caritas est”, per ribadire l’esigenza di persone dotate di “un cuore che vede”. Donne e uomini che non offrano solo il pane all’affamato, ma si lascino anche “interpellare dalle cause per cui è affamato”. Un pensiero, ha osservato, che va anche al vasto mondo della migrazione: “La crisi economica globale è un ulteriore segno dei tempi che chiede il coraggio della fraternità. Il divario tra nord e sud del mondo e la lesione della dignità umana di tante persone, richiamano ad una carità che sappia allargarsi a cerchi concentrici dai piccoli ai grandi sistemi economici”.

“Il crescente disagio – ha rilevato il Papa – l’indebolimento delle famiglie, l’incertezza della condizione giovanile indicano il rischio di un calo di speranza”. Ed è questa sfiducia, ha avvertito, che le Caritas sono chiamate a contrastare: “L’umanità non necessita solo di benefattori, ma anche di persone umili e concrete che, come Gesù, sappiano mettersi al fianco dei fratelli condividendo un po’ della loro fatica. In una parola, l’umanità cerca segni di speranza”. Il Papa ha messo così l’accento sul “compito educativo” a cui è chiamata la Chiesa e le Caritas in particolare. 

La Caritas Italiana nacque nel 1971 per decisione di Paolo VI come organo pastorale della CEI per promuovere, sostenere, coordinare il lavoro delle Caritas diocesane “per sensibilizzare le Chiese locali e i singoli fedeli al senso e al dovere della carità in forme consone ai bisogni e ai tempi”. Un compito, quindi, essenzialmente pedagogico, di animazione pastorale. L’Italia allora era molto diversa da oggi e la stessa Chiesa era attraversata dal vento innovatore del Concilio Vaticano Secondo, che era terminato da soli cinque anni. La diocesi di Vicenza fu tra le prime ad avviare la Caritas e ad aver collaborato, fin dai primi tempi a tutte le iniziative proposte da Caritas italiana, dal terremoto in Friuli all’emergenza umanitaria dei profughi vietnamiti, così come fu tra le prime ad avviare il servizio civile come obiezione di coscienza al servizio militare e l’Anno di Volontariato Sociale per le ragazze.

comunicato integrale