Archivi Mensili: ottobre 2009

SOLIDARIETÀ CON CHI FA PIÙ FATICA DONANDO VIVERI ALLA CARITAS DIOCESANA

Il primo novembre, per il dodicesimo inverno, al ricovero notturno Caritas si dilata al massimo l’accoglienza per chi non ha casa

Apre i battenti il primo di novembre per il dodicesimo inverno il ricovero notturno di Casa San Martino in contrà Torretti a Vicenza. Rimane aperto tutto l’anno, ma nei cinque mesi invernali dilata al massimo i criteri di accesso, il numero di letti a disposizione e il servizio pasti.

Come ogni anno, la Caritas cerca sia nuovi volontari per il servizio, che generi di prima necessità. Questi ultimi sono particolarmente urgenti, dato che saranno condivisi, tanto più  saranno abbondanti, con le altre realtà Caritas che in diocesi sostengono, anche con la borsa spesa, le famiglie in difficoltà.

«Sono servizi che cercano ogni giorno di esprimere in modo tangibile la vicinanza della comunità cristiana alle più svariate forme di povertà e di sofferenza, tramite l’ascolto, l’aiuto concreto e l’ospitalità» spiega suor Celina Pozzan, vicedirettore della Caritas diocesana.

Come analizzava il nostro vescovo Cesare il 7 settembre scorso, all’apertura dell’anno pastorale, in questi mesi sempre più famiglie sono afflitte da fatiche e difficoltà materiali e morali. Le difficoltà derivanti dalla mancanza di lavoro investono tantissime famiglie e persone; gli immigrati si vedono costretti a far rientrare la famiglia nel Paese di origine e se rimangono disoccupati per più di sei mesi perdono il permesso di soggiorno; alcuni imprenditori rischiano la chiusura delle loro aziende per le crescenti difficoltà del credito e del mercato. Una dramma fortissimo per persone e per famiglie».

«La crisi – sottolinea ancora suor Celina – può però diventare un’opportunità se aiuta le nostre comunità ad interrogarsi seriamente sul proprio stile di vita, e poiché questa crisi ci mette tutti nella situazione di riflettere, ci impegna ad una maggiore sobrietà, ma anche ad un supplemento speciale di fraternità e solidarietà».

Le famiglie “provate”

Lo Sportello donna e famiglia della Caritas diocesana – dove giungono le situazioni familiari più complesse, quelle che vanno oltre le possibilità delle parrocchie – da gennaio a ottobre 2009 ha effettuato 1.755 colloqui, che 552 volte hanno portato ad attività di segretariato sociale. L’accompagnamento e l’ascolto 746 volte si è concretizzato anche nella consegna di borse della spesa e, 434 volte, in piccoli aiuti in denaro. Nel corso degli ultimi dieci mesi le “nuove” mamme con figli a carico che si sono rivolte allo sportello per la prima volta sono state 242, delle quali 46 italiane: un numero, questo, in preoccupante ascesa. Un dato infine evidenzia il crescere del disagio: quello dei 109 i colloqui effettuati ad agosto 2009, contro i 79 dello stesso mese del 2008 (20 i nuovi casi, contro i 14 dell’agosto di un anno prima).

C’è bisogno di generi alimentari, soprattutto per famiglie e bambini

Per il ricovero e per le famiglie in difficoltà servono zucchero, scatolame (pelati, tonno, sgombro, fagioli, piselli), olio di semi e di oliva, riso, merendine, biscotti, fette biscottate, farina bianca e gialla, tè, camomilla, caffè, latte a lunga conservazione, uova, formaggio conservabile (sottovuoto), frutta e patate. Per i bambini c’è invece necessità di: omogeneizzati, pappe, pastine, latte in polvere (in particolare il n.2), biscotti da biberon o simili, pannolini misura n° 2 – 3 – 4 – 5. Infine sono particolarmente utili anche detersivi per lavare i panni e le stoviglie e prodotti per l’igiene personale della mamma e del bambino.

Le persone senza casa

Per quel che riguarda il ricovero notturno invernale, da fine ottobre 2008 a fine marzo 2009 sono state accolte 326 persone (54 italiani e 272 stranieri, sia donne che uomini). Nella sua versione estiva, invece, dal 16 aprile al 31 ottobre 2009, il ricovero ha accolto 175 persone (34 italiani e 141 stranieri, mediamente 38 persone a notte, con una media di 43 pernottamenti per ospite).

I volontari: dono che sa fare miracoli

Sono stati 762 i volontari coinvolti nell’attività di accoglienza del ricovero invernale, oltre ai 954 che, a gruppi, hanno preparato e servito i pasti caldi la sera e la domenica. 419 invece i gruppi, le parrocchie, le ditte, gli enti e le famiglie donatori di alimenti, indumenti e coperte. Per quel che riguarda il ricovero estivo, i volontari per l’accoglienza notturna sono stati 129 e altri 130 hanno garantito l’apertura domenicale. 36 sono invece i gruppi che hanno garantito i pasti, la sera e la domenica.

Si tratta di dati che confermano quanto questi servizi siano oggi quanto mai importanti e bisognosi di essere sostenuti dalle comunità cristiane e dalla società civile. La necessità di volontari che si alternano nel servizio è infatti considerevole e proprio per questo Caritas lancia  un appello, a gruppi e singoli, perché prendano in considerazione la possibilità di prestare servizio al ricovero notturno.

I prossimi incontri di formazione per i nuovi volontari si terranno sabato 21 novembre e sabato 12 dicembre, dalle ore 15,00 alle ore 17,00 presso la sede della Caritas Diocesana Vicentina in contrà Torretti 38 a Vicenza. Chi fosse impossibilitato a partecipare potrà richiedere un colloquio individuale in segreteria o, solo per gruppi numerosi, direttamente nelle parrocchie, contattando la segreteria stessa al numero di telefono 0444-304986 (dal lunedì al sabato dalle 09.00 alle 12.30), oppure via e-mail, all’indirizzo segreteria@caritas.vicenza.it.

UFFICIO STAMPA CARITAS VICENTINA

Koiné Comunicazione

Mariagrazia Bonollo

Mob. 348 2202662

ufficio stampa@caritas.vicenza.it

DALLA FIDUCIA AL TRUST

PER RISERVARE INSIEME UN PATRIMONIO ADEGUATO A FAVORE DELLE PERSONE CON DISABILITA’

Schio, Palazzo Toaldi Capra

Martedì 24 novembre – ore 9,00-13,00

La più grande preoccupazione dei familiari di una persona con disabilità è legata al futuro: a quale tipo di vita attenderà il proprio caro quando essi non ci saranno più, o non saranno comunque in grado di occuparsene. Per tentare una risposta a questi timori, oggi esistono due strumenti giuridici: l’amministratore di sostegno e il trust.

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PATRIZIA LAQUIDARA e HOTEL RIF IN CONCERTO

Musiche popolari mediterranee, domenica 11 ottobre a Villaverla, per festeggiare il progetto a favore delle persone disabili “Le chiavi di casa”

E’ un aperitivo musicale, in viaggio sulle note che accomunano le diverse sponde del Mediterraneo quello che si tiene domenica 11 ottobre, alle 18.00, alla Cooperativa Verlata di Villaverla, in via De Gasperi a Villaverla. La voce di Patrizia Laquidara e le melodie degli Hotel Rif  accompagneranno attraverso la riscoperta del vasto repertorio di musica popolare e tradizionale che è patrimonio comune delle culture dei popoli del Mediterraneo e del nord Europa.

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“LA SPADA DI DAMOCLE III”: SEMINARIO DI “RIMANERE INSIEME” VENERDI’ 9 E SABATO 10 OTTOBRE ALL’HOSPICE CASA DEI GELSI DI TREVISO

Il progetto Advar, che festeggia in questi giorni i 10 anni, propone un confronto sul tema del cordoglio

La volontà di malati, familiari e operatori di mettere in comune le proprie esperienze nella volontà di un ascolto reciproco e con il fine di costruire, a partire dalla malattia, un patto di alleanza migliorando così la qualità di vita di tutti è l’obiettivo che si prefigge  il prossimo seminario “La Spada di Damocle III: operatori sanitari, malati e familiari alla ricerca di senso di fronte alla metamorfosi del corpo malato” sul tema del cordoglio anticipatorio organizzato da Rimanere Insieme i prossimi venerdì 9 e sabato 10 ottobre all’Hospice Casa dei gelsi di Treviso.

Rimanere Insieme, progetto dell’Advar (associazionetrevigiana impegnata nell’assistenza ai malati di cancro in fase terminale) per l’elaborazione del lutto che il prossimo 12 ottobre festeggerà i 10 anni di operatività, con il prossimo incontro,  rivolto a operatori della salute, professionisti, volontari e a chiunque abbia esperienza personale di cordoglio anticipatorio come malato o come familiare, prosegue il cammino che si è sviluppato finora con i due seminari formativi “La spada di Damocle, vivere il cordoglio anticipatorio” e “ La spada di Damocle II,  alla ricerca di un linguaggio comune” durante i quali malati, familiari e operatori sanitari hanno messo in comune le proprie esperienze.

Infatti, quando una persona vive le trasformazioni del proprio corpo, perché subisce un trauma, una malattia o perché naturalmente invecchia, vive un mutamento critico per la qualità della vita. Cambiano le relazioni, con se stessi e con gli altri. Imparare ad accogliere i messaggi del corpo trasformato, malato, invecchiato può condurci ad una consapevolezza superiore, ad una potente riflessione sull’essenza ultima del nostro essere umani e, dunque, mortali.

Per maggiori informazioni circa il programma del seminario e le modalità d’iscrizione: tel. 0422 358340 (dott.ssa Annalisa Moretto), rimanereinsieme@advar.it.

Ufficio stampa Advar Onlus

Ilaria Tonetto
koiné comunicazione
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DONAZIONI DEL SANGUE CORDONALE, PREZIOSA FONTE DI STAMINALI: AL SUD SONO UN DECIMO RISPETTO AL NORD

A Reggio Calabria giovedì 15 ottobre  FNCO e ADoCes organizzano il corso nazionale per gli operatori addetti alla raccolta di sangue cordonale del Meridione.

La formazione, necessaria per garantire l’erogazione di prestazioni di alta qualità che assicurino il buon utilizzo delle donazioni, affianca la campagna informativa nazionale promossa da AdoCeS e FNCO con l’obiettivo di incrementare il dono, anche soprattutto al Sud.

Sarà punto di riferimento per tutto il personale addetto alla raccolta del sangue cordonale donato dalle partorienti (ostetriche in primis) del Sud Italia il corso di formazione nazionale gratuito promosso da  FNCO (Federazione Nazionale Consigli Ostetriche) e da  ADoCeS (Associazione Donatori Cellule Staminali) con il sostegno finanziario del MO.VI. (Movimento del volontariato italiano), in programma a Reggio Calabria giovedì 15 ottobre presso la sede dell’Ordine dei Medici (Secondo Tronco Via Sant’Anna).

Il fine dell’iniziativa, che affianca la campagna di informazione “Le cellule staminali cordonali: risorsa biologica per l’intera umanità” per sensibilizzare operatori e genitori sulla possibilità di donare il sangue cordonale (scelta importante perché in esso sono contenute preziose cellule staminali, utilizzate nella cura di gravi patologie, a cominciare dalle leucemie), è quello di poter erogare prestazioni di alta qualità, in grado di garantire la sicurezza e il buon fine dei trapianti.

La campagna, tenuta a battesimo lo scorso luglio dal Sottosegretario alla Salute On. Eugenia Roccella e divenuta effettiva a settembre in tutto il territorio nazionale, al Sud assume una connotazione particolarmente importante: in Meridione, infatti, le unità di sangue cordonale bancate nel 2008 risultano essere un decimo di quelle donate al Nord (Sud: 1.487 – Nord: 15.162; totale 20.223). E’ dunque indispensabile che proprio al Sud si faccia una informazione chiara e capillare e che le madri che decidano di intraprendere la via della donazione al momento del parto trovino dall’altra parte personale preparato ad accogliere e a conservare correttamente il sangue ricco di staminali.

Ostetriche e volontari sono i destinatari del corso di Reggio Calabria, e degli altri due organizzati in Italia per il personale del Nord (a Venezia lo scorso 18 settembre) e del Centro (in una città ancora da definirsi il prossimo dicembre). Accanto al ruolo dell’ostetrica, fondamentale nel recupero delle cellule staminali cordonali, è rilevante anche l’azione dei volontari delle associazioni che promuovono la solidarietà e la donazione, partner importanti perché, lavorando in rete con i professionisti in maniera omogenea e unidirezionale, devono essere in grado di dare informazioni corrette e condivise con il mondo scientifico, accademico e istituzionale.

“L’auspicio – spiega Miriam Guana, presidente FNCO – è che partendo da una visione comune, le varie realtà operative (istituzioni e volontariato) promuovano costantemente un aggiornamento che segua l’evoluzione tecnico-scientifica e normativa, permettendo performance di alta qualità secondo standard nazionali ed internazionali”.

Il ruolo degli operatori è di primaria importanza anche nella sensibilizzazione alla donazione delle donne straniere, perché, a causa delle caratteristiche genetiche differenti dalle nostre (ogni popolazione ha le proprie),  spesso i connazionali che necessitano di trapianto non trovano donatori compatibili.

Alcuni dati

Oggi in Italia la donazione del cordone, atto volontario che può garantire sopravvivenza e guarigione a pazienti affetti da gravi patologie, avviene in meno del 10% dei parti. Nel 2008 solo in Italia sono stati effettuati 140 trapianti di cellule staminali emopoietiche, in aumento rispetto ai 103 del 2007, a beneficio di pazienti che non avevano in famiglia un donatore compatibile. Tuttavia, secondo le indicazioni del Ministero della Salute, per ottenere una copertura ottimale delle caratteristiche genetiche, le circa 25.000 unità disponibili oggi nelle banche per la donazione solidale dovrebbero essere triplicate.

Le unità bancate e caratterizzate al 31.12.2008 nelle biobanche pubbliche sono state:
Nord: 15.162
Centro: 3.574
Sud: 1.487
Totale: 20.223
Le unità rilasciate al 31.12.2008, invece, sono state:
Nord: 641
Centro: 116
Sud: 27

Totale: 784

Per informazioni: www.adoces.it, www.adocesfederazione.it, www.ostetricheitaliane.itwww.fnco.it

Ufficio stampa

Koiné Comunicazione – Ilaria Tonetto

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