Archivi Mensili: luglio 2009

PRIMO SEMESTRE 2009: TREND MOLTO POSITIVO PER ALCE NERO & MIELIZIA

Si prevede un fatturato di 32 milioni di euro nel 2009.

Alce Nero ha segnato una crescita del 30% a valore e del 22% a volume rispetto all’anno precedente. Mielizia conferma invece, in un’annata difficile per il miele, i risultati del primo semestre 2008. Nuovi canali della Gdo dove sono entrati i due marchi, fra i quali GS per Mielizia e Unicoop Firenze per Alce Nero

Trend molto positivo per Alce Nero & Mielizia, che ha chiuso i primi sei mesi del 2009 con un’ottima crescita di fatturato, a conferma della buona tenuta dell’agroalimentare e del biologico anche in tempo di crisi.

Complessivamente, il gruppo ha segnato al 30 giugno un fatturato di 16 milioni di euro, in base al quale stima di poter chiudere il 2009 sopra i 32 milioni di euro, con un trend complessivo di crescita rispetto al 2008 pari al 15%. Ottima performance, quindi, che vede il marchio Alce Nero crescere del 30% a valore e del 22% a volume nei primi 6 mesi del 2009, mentre Mielizia conferma i buoni risultati del 2008 nonostante le difficoltà di una stagione caratterizzata da produzioni di miele scarse.

L’acquisizione di nuovi clienti è sicuramente uno dei motivi principali degli ottimi risultati del gruppo. Non sono poche, infatti, le nuove insegne che hanno a scaffale prodotti Alce Nero e Mielizia: tra questi, GS-Carrefour (per Mielizia) e Unicoop Firenze (per Alce Nero), oltre a Plenty, Gigante, ed altre realtà più piccole ma non meno interessanti per la loro presenza sui diversi territori regionali. Cresce poi anche la presenza nei negozi specializzati.

In secondo luogo, gli ottimi risultati sono da attribuire ad una gamma di prodotti sempre più ampia e rinnovata, sia per quel che riguarda Alce Nero che per i prodotti dell’apicoltura di Mielizia.

La nuova sfida di Mielizia, che distribuisce in tutto il Paese il miele raccolto da CONAPI – la realtà cooperativa di apicoltori maggiormente rappresentativa in Italia ed Europa – è in particolare quella di diffondere la cultura del miele proponendolo anche come ingrediente in cucina. Per questo in autunno verranno lanciati nuovi prodotti che esaltano le proprietà dei diversi mieli nella gastronomia italiana: dalle composte a base di frutta e miele da abbinare a formaggi, agli snack e alle caramelle.

Il successo di Alce Nero, il marchio che da più di trent’anni rappresenta il biologico italiano, conferma invece l’importanza della scelta di puntare non solo sul mercato nazionale, ma anche su quelli esteri, in Europa, Asia e America.

«I risultati ottenuti sono per noi molto significativi – commenta Lucio Cavazzoni, Presidente di Alce Nero & Mielizia – e sono stati raggiunti grazie all’impegno dei soci e del management. E’ un successo al quale ha contribuito anche la migliore rotazione dei prodotti nei canali di vendita e lo sviluppo di nuovi filiere di distribuzione sia nella Gdo che nei negozi specializzati».

Forte di questo successo, Alce Nero & Mielizia proporrà a SANA, il Salone internazionale del Naturale che si tiene in Fiera a Bologna a inizio settembre, un numero significativo di nuovi prodotti ed alcuni importanti eventi, sia in Fiera che in città, destinati sia al pubblico che agli operatori che credono nel cibo buono, pulito e giusto.

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ALCE NERO & MIELIZIA

Alce Nero & Mielizia SpA è un’impresa di agricoltori biologici, apicoltori e produttori Fair-Trade, che producono, trasformano e distribuiscono direttamente i loro prodotti. Fanno parte della compagine societaria: Conapi (Consorzio Apicoltori Agricoltori Biologici Italiani), leader nella produzione di miele; La Cesenate SpA, azienda di punta nel settore delle conserve alimentari, del biologico e dell’alimentazione per l’infanzia; Coopfond SpA, società che gestisce il fondo mutualistico per la promozione cooperativa; Finoliva, che controlla e lavora il prodotto conferito dai soci del Consorzio Nazionale Olivicoltori; Cooperar Sin Fronteras International, gruppo di 22 cooperative di agricoltori bio ed equi del Sud e Centro America; Libera Terra Mediterraneo Società Consortile Srl, che raccoglie tre cooperative di Libera Terra che operano in Sicilia e Puglia ed altre aziende che gravitano attorno al progetto contribuendo al suo sviluppo; Etimos Consorzio per il microcredito; Chocolat Stella SA, primo produttore biologico e Fair-Trade con sede in Svizzera; Pompadour The srl.

Il fatturato realizzato nel 2008 ammonta a 28 milioni di euro.

ALCUNE CONSIDERAZIONI ATTORNO ALLA LEGGE SULLA SICUREZZA E L’IMMIGRAZIONE

In occasione dell’approvazione della legge sulla sicurezza da parte del Parlamento Italiano l’Ufficio Diocesano Migrantes, la Caritas Diocesana e l’Ufficio per l’Ecumenismo ed il Dialogo Interreligioso hanno condiviso con il vescovo, mons. Cesare Nosiglia, alcune riflessioni sulla situazione e sulle conseguenze che la nuova norma determina sulle persone migranti irregolari e senza dimora e che, in continuità con quanto più volte affermato dalla Chiesa, intendono ora ribadire pubblicamente.

Papa Benedetto XVI, nella sua recente enciclica “Caritas in veritate”, scrive: «Ogni migrante è una persona umana che, in quanto tale, possiede diritti fondamentali inalienabili che vanno rispettati da tutti in ogni situazione» (n. 62). E la Conferenza Episcopale Italiana, nella assemblea generale di maggio, ha ricordato che «una risposta (al problema dell’immigrazione) dettata dalle sole esigenze di ordine pubblico – che è comunque necessario garantire in un corretto rapporto tra diritti e doveri – risulta insufficiente» se non ci si interroga sulle cause profonde di un simile fenomeno e non è accompagnata da percorsi di effettiva integrazione di quanti sono giunti sul nostro territorio.

Non condividiamo il fatto che la irregolarità diventi un reato da punire penalmente, perché ciò fa del migrante un soggetto socialmente pericoloso, prima e senza la responsabilità del suo comportamento. Così, oltre che ledere la dignità inviolabile della persona, si incentiva il nascondimento di tanti, ricattabili ogni qual volta debbano accedere a servizi pubblici o ad atti di stato civile. Anche i minori, saranno spinti alla “invisibilità”, poiché pure le deroghe annunciate per il loro accesso alla scuola, non sono in grado di rimediare il messaggio che la legge nell’insieme determina per la famiglia di migranti irregolari, costretti al sommerso e perciò in balia, facilmente prevedibile, di quelle organizzazioni illegali se non criminali che troveranno facile incentivo.

In tal senso possiamo tutti inoltre constatare “il tunnel” in cui viene costretta la vita di molte “badanti” che non hanno il permesso di soggiorno o che, pur desiderandolo, non lo potranno avere. Del resto anche la non retroattività della nuova norma non permette di intravvedere vie di regolarizzazione possibili. Nella sua visita pastorale il Vescovo incontra moltissime di queste persone e raccoglie giudizi molto postivi sia da parte di malati ed anziani che delle loro famiglie.

Non possiamo non ricordare ancora la condizione di quanti fuggono dai loro paesi costretti dalla persecuzione che mina la loro vita e che, anche secondo le norme internazionali, hanno il diritto di veder vagliata la legittimità della loro richiesta di aiuto e di asilo, dopo l’indispensabile urgente accoglienza.

Da ultimo come non registrare vivissima preoccupazione per il significato culturale che l’istituzione del registro per le persone senza dimora va ad alimentare? Ogni qualvolta scaviamo più profondi solchi per difenderci dalla diversità sociale e culturale, non facciamo altro che indebolire le fondamenta di una pacifica convivenza capace di includere le diversità riconoscendone dignità inviolabile, piuttosto che escludere  discriminando.

Sono pertanto necessarie nuove vie di flessibilità e gradualità normativa per saper portare alla legalità la grande e complessa diversità di situazioni di cui gli immigrati sono portatori. Occorre conseguentemente porre mano alle procedure amministrative per il rinnovo e la la richiesta del permesso di soggiorno: tortuoso e inutile calvario che punisce i regolari e gli onesti.

Urge inoltre considerare la necessità di una proroga alla scadenza del permesso di soggiorno per quanti perdono il lavoro, come più volte il vescovo stesso ha chiesto, evitando di esporre le famiglie dei migranti allo sfaldamento culturale ed affettivo, costringendole ad abbandonare il nostro Paese dopo anni di faticoso inserimento e di concreto contributo alla comune crescita economica.

Legalità, dignità di ogni essere umano e solidarietà non sono vie impossibili da coniugare assieme. Si trova sempre la via per armonizzare accoglienza e sicurezza. Evitiamo le scorciatoie, consapevoli come il Papa richiama, che «siamo di fronte a un fenomeno sociale di natura epocale, che richiede una forte e lungimirante politica di cooperazione internazionale» e che «nessun Paese da solo può ritenersi in grado di far fronte ai problemi migratori del nostro tempo».

La stragrande maggioranza degli immigrati vive tra noi in pace e vuole solo assicurare a sé e alla propria famiglia un futuro di serenità, lavorando ed operando assieme a noi  nella nostra società.

Invitiamo pertanto le comunità cristiane e le famiglie a rapportarsi con questi fratelli e sorelle con spirito aperto all’accoglienza, alla solidarietà, alla promozione della legalità. Ma se la giustizia è la prima forma di carità, dobbiamo far crescere una pubblica opinione capace di chiedere giuste e adeguate soluzioni ai complessi problemi della nostra società plurale, sapendo vivere ed esigere gradualità e pazienza nella costruzione del Bene Comune. Ogni persona povera ed esposta troverà sempre nella Chiesa appoggio concreto e sostegno ai suoi diritti e alle sue necessità di vita, di lavoro, di casa, di educazione dei figli, di sanità, di esercizio della libertà religiosa e di integrazione nella società.

Ufficio Diocesano Migrantes,

Caritas Diocesana,

Ufficio per l’ecumenismo ed il dialogo interreligioso

DONAZIONE DEL CORDONE OMBELICALE: ARRIVA IN TUTTA ITALIA LA CAMPAGNA PROMOSSA DA ADOCES E FNCO, PER UNA SCELTA CONSAPEVOLE

Entro il mese di settembre in tutti i punti nascita, consultori e distretti del territorio nazionale sarà disponibile una brochure informativa per i futuri genitori.

Agli operatori, invece, sarà distribuita una guida sono destinati tre corsi di formazione nazionali (da settembre a dicembre)

Tenuta a battesimo a luglio dal Sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella nel corso della presentazione a Montecitorio – Roma, la prima campagna nazionale di informazione per promuovere la donazione del sangue del cordone ombelicale delle partorienti, dotato di una grande quantità di cellule staminali utilizzabili per curare molte gravi patologie (a cominciare dalle leucemie), diventerà effettiva in tutta Italia entro il mese di settembre.

“Le cellule staminali cordonali: risorsa biologica per l’intera umanità”, questo il titolo dell’iniziativa, è stata realizzata dal Gruppo di Lavoro ADOCES (Associazioni Donatori Cellule Staminali) e F.N.C.O. (Federazione Nazionale Collegi Ostetriche) e si sostanzia in manifesti, brochure informative rivolte ai genitori e una guida per gli operatori sanitari che affronta nel dettaglio gli aspetti scientifici e tecnico-professionali specifici. I materiali saranno disponibili gratuitamente in tutti i consultori e punti nascita per accompagnare i futuri genitori in una scelta informata e consapevole. Agli operatori (ostetriche accreditate per la raccolta e ai volontari ), inoltre, sono rivolti tre corsi di formazione nazionali, con l’obiettivo di informare sulla corretta raccolta e conservazione del sangue cordonale (garanzia della sua utilizzabilità): per il Nord il 18 settembre si è tenuto il primo a Venezia, per il Sud il 15 ottobre si svolgerà il secondo a Reggio Calabria e per il Centro a dicembre appuntamento a Roma. Accanto alla campagna di informazione, infatti, si è voluto garantire alle madri che doneranno il cordone una professionalità di alto livello e l’assistenza di personale addetto alla raccolta adeguatamente preparato.

L’iniziativa, partita dal Veneto lo scorso aprile ed estesa ora a tutto il Paese, è motivata dal fatto che oggi in Italia la donazione del cordone, atto volontario che può garantire sopravvivenza e guarigione a pazienti affetti da gravi patologie, avviene in meno del 10% dei parti. Nel 2008 solo in Italia sono stati effettuati 140 trapianti di cellule staminali emopoietiche, in aumento rispetto ai 103 del 2007, a beneficio di pazienti che non avevano in famiglia un donatore compatibile. Tuttavia, secondo le indicazioni del Ministero della Salute, per ottenere una copertura ottimale delle caratteristiche genetiche, le circa 25.000 unità disponibili oggi nelle banche per la donazione solidale dovrebbero essere triplicate.

Il messaggio della campagna è semplice e chiaro: la donazione è volontaria, anonima e gratuita, e la procedura è piuttosto facile. Una volta espressa la volontà di donare (tutte le informazioni sono fornite alle future mamme anche durante i corsi pre-parto), infatti, è necessario effettuare un’anamnesi medica per escludere la presenza di malattie che possono essere trasmesse al paziente. Quindi, una volta accertata l’idoneità a donare, dopo il parto il sangue cordonale viene raccolto dall’ostetrica. Le madri che decideranno di donare il cordone del proprio bambino, potranno rivolgersi ai circa 260 centri di raccolta presso le Unità operative di Ostetricia dove viene prelevato il sangue cordonale donato, che sarà poi conservato nelle 19 banche pubbliche presenti in Italia.

La campagna ha come destinatarie le mamme italiane ma anche quelle straniere: è infatti fondamentale che pure le donne immigrate compiano la scelta di donare il sangue cordonale per curare i connazionali che necessitano di trapianto ma che, a causa delle caratteristiche genetiche differenti dalle nostre (ogni popolazione ha le proprie), non trovano donatori compatibili.

Per informazioni: www.adoces.it, www.adocesfederazione.it, www.ostetricheitaliane.itwww.fnco.it

Ufficio stampa

Koiné Comunicazione – Ilaria Tonetto

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