La comunicazione di un evento nazionale

In comunicazione generalizzare è un po’ come affrontare una maratona con uno zaino di dieci chili sulle spalle. E anche per chi si occupa di uffici stampa non è più pensabile programmare una comunicazione senza sfumature, senza declinazioni, che vada bene per tutti i media a cui ci rivolgiamo.

Negli ultimi anni la vera sfida è stata proprio questa: passare dal modello del comunicato stampa unico inviato urbi et orbi e del recall indistinto e battente, ad una comunicazione modulata su una specifica tipologia di testate e, talvolta, a fronte di un confronto, proprio su quel media o, addirittura, sugli interessi di quello specifico giornalista.

Questo vale in modo particolare per la comunicazione di eventi nazionali: si tratti di un festival o di una mostra, la manifestazione necessita di comparire con la massima capillarità. Non possiamo però prescindere dall’identità delle testate a cui ci rivolgiamo: la comunicazione ad un periodico che si occupa di bambini dovrà ovviamente differenziarsi da quella messa in campo per il mensile di viaggi. Ne va l’efficacia del messaggio.

Per fare ciò è necessario conoscere dettagliatamente l’evento che si sta promuovendo, per essere capaci di identificare al suo interno percorsi, tematiche e filoni trasversali che possano interessare i nostri interlocutori.

Questo è molto utile non solo per riuscire a fare delle proposte mirate ai media e dunque più interessanti per loro, ma anche per riuscire a far emergere il proprio evento nel panorama di centinaia e centinaia di manifestazioni che ogni mese vengono organizzate a livello nazionale (con dei picchi nei mesi di maggio e settembre).

E, nel pensare a modulare il messaggio per il giornalista, ovviamente, stiamo pensando anche al lettore.

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Ufficio stampa: target in primo piano

Il mondo della comunicazione sta vivendo un’evoluzione molto rapida e per alcuni aspetti rivoluzionaria, tuttavia emerge chiaramente un aspetto dal quale non si può più prescindere e si deve ripartire: è l’attenzione al destinatario, alle sue esigenze di informazione, alle sue modalità di attingere alle notizie, agli strumenti che utilizza. Ciò presuppone che una buona strategia comunicativa parta dall’individuazione del target di riferimento e, sulla base di esso, si sviluppi percorrendo più canali e si declini in modo differente per corrispondere agli interessi del destinatario.

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Il nuovo storytelling

Il successo dello storytelling di ultima generazione si è sicuramente imposto con “Voi siete qui”, il programma di Radio 24 in cui Matteo Caccia invitava gli ascoltatori a inviare la propria storia, raccontandola poi con grande abilità narrativa. La trasmissione di Caccia (ora su Radio 2 con “Una vita”) ha aperto ad un nuovo modo di fare giornalismo, un giornalismo che, finalmente, guarda a ciò che il lettore vuole leggere: un’esperienza di vita vissuta offre valore al dato o alla notizia ed è capace di aggiungere quella dose di coinvolgimento e immedesimazione che infondo tutti cerchiamo.

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Mamme, ecco la mia idea di lavoro. Intervista a Riccarda Zezza, ideatrice di Piano C

108(Intervista realizzata per Kidpass.it)

“Se hai un sogno e lo vuoi realizzare, devi riuscire a rappresentarlo, a creare un modello per dimostrare che un’altra via è concretamente possibile”, mette subito in chiaro Riccarda Zezza, fondatrice e ceo di Piano C, spazio coworking, cobaby e community milanese nato nel 2012 per far incontrare donne e lavoro, proponendo vie e modalità che sfruttino appieno il valore aggiunto della diversità. Il sogno di Riccarda, professionista nel settore della comunicazione con esperienze importanti anche in ambito internazionale, è nato con i suoi figli, che oggi hanno 6 e 3 anni, ed è quello di ridisegnare il rapporto delle donne con il lavoro, di mettere in discussione stereotipi e meccanismi che non ci rappresentano e non ci consentono di poter dare il meglio. (altro…)

Coro Piccole Colonne e Gruppo Alcuni insieme per la XIII edizione di “Un Testo per noi”

piccolecolonne_pallini_logoI primi rappresentano l’animazione di qualità per ragazzi made in Treviso, i secondi sono ambasciatori dell’attenzione trentina ai bambini e alla loro crescita culturale: a farli incontrare sono stati la comune capacità di veicolare ai più piccoli proposte di alto livello e la vocazione internazionale. Così il concorso ideato dal coro, che invita le classi a scoprire e a comporre parole e rime per sviluppare insieme un argomento che potrà poi diventare una canzone, quest’anno oltre al consueto tema libero, propone anche lo sviluppo della tematica dell’acqua, cara agli ideatori della serie Cuccioli.

Il termine per la partecipazione è il 31 marzo 2015.

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